Il mondo è quel disastro che vedete,

non tanto per i guai combinati dai delinquenti,

ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.
(Albert Einstein)

Parlare di malasanità e/o di errori medici bisogna stare molto attenti, per una moltitudine di motivi:

1) il gran parlare che se n'è fatto, il numero spropositato di cause e denunce presentate in questi ultimi anni ha distrutto il rapporto medico-paziente;  

2) i medici sentendosi vessati da questo  fenomeno, spesso per rimanere esenti da responsabilità prescrivono esami non dovuti o addirittura si sottraggono dall'effettuare interventi chirurgici;

3) un numero altissimo di cause e denunce intraprese contro i medici e le strutture sanitaria risultano essere infondate (Una ricerca della Procura di Roma e del Policlinico Gemelli ha concluso che il 99% delle cause contro i medici e i chirurghi viene archiviata già nella fase delle indagini preliminari);

4) la categoria professionale dei medici sta giustamente  reagendo contro ogni abuso e/o sciacallaggio,  di quanti "pazienti e/o addetti ai lavori" temerariamente improntano cause di risarcimenti e/o denunce nei propri confronti.

5) tener ben presente che i medici sono professionisti  chiamati ad aiutare i malati e spesso a salvargli la vita (quindi non sono i  nemici) e che il 99,9999999999% di essi dedica la propria esistenza ad aiutare il prossimo!

PURTROPPO PERO', PRESO ATTO DI QUANTO SOPRA, GLI ERRORI MEDICI E/O   OSPEDALIERI RICONDUCIBILI A NEGLIGENZA, IMPERIZIA, IMPRUDENZA, INCOMPETENZA E OMISSIONE CONTINUATO A VERIFICARSI! ED E' QUI CHE LA CATEGORIA NELL'OTTICA DI RICOSTRUIRE I RAPPORTI CON I PAZIENTI E RECUPERARE LA CREDIBILITA' PERDUTA DOVREBBE INTERVENIRE, FACENDO IL MEA CULPA,  RICONOSCENDO CHE SI SBAGLIA E RISARCENDO LE VITTIME SENZA TANTE DIFFICOLTA'.

I maggiori casi di errori medici e/o ospedalieri riconducibili a negligenza, imperizia, imprudenza, incompetenza e omissione, risultano essere i seguenti:

  1. ortopedia (17,5%);

  2. oncologia (13,9%);

  3. ginecologia e ostetricia (7,7%);

  4. chirurgia generale e oculistica (5,4%);

  5. odontoiatrica (5,2%)

  6. emergenza e pronto soccorso (2,8%); 

ma più nello specifico risultano essere i seguenti:

CHIRURGIA

  • Lesioni di nervi, vasi, organi adiacenti, durante interventi chirurgici.

  • Garze e ferri chirurgici lasciati in corpo dopo gli interventi.

  • Suture (abnormi, tolte troppo precocemente).

  • Rottura di denti o protesi durante l'intubazione.

  • Aderenze post-operatorie.

  • Emboli, tromboembolie per mancata terapia anticoagulante.

  • Clips mal posizionate.

  • Infezioni post-operatorie.

 

 GINECOLOGIA E OSTETRICIA

  • Problemi del bambino conseguenti al parto.

  • Danni alla madre durante il parto.

  • Errata diagnosi prenatale.

  • Morte del feto per amniocentesi.

  • Diagnosi errate per malattie ginecologiche.

  • Omessa Diagnosi di malformazione del feto, con conseguente nascita indesiderata.

 

 CHIRURGIA ESTETICA

  • Blefaroplastica: asimmetria, correzione eccessiva o insufficiente o cicatrici troppo evidenti.

  • Rischi e possibili complicanze:

    • asimmetria

    • correzione eccessiva o insufficiente

    • cicatrici troppo evidenti

 

Lifting: intervento di chirurgia plastica volto alla eliminazione di rughe da viso e collo.

  • Rischi e possibili complicanze:

    • cicatrici grossolane

    • eccessiva o insufficiente tensione cutanea

    • asimmetrie

 

 Aumento Labbra:

  • Rischi e possibili complicanze:

    • •Eccesso di volume

    • errore di proiezione

    • Asimmetria

 

Liposcultura: intervento di rimodellamento del corpo attraverso l’eliminazione dell’eccesso adiposo localizzato in zone, che determina una alterazione del profilo del corpo (di smorfia).

  • Rischi e possibili complicanze:

    • avvallamenti

    • asimmetrie

    • caduta di tessuti (per l'eccessivo svuotamento) e buchi

 

  • Trapianto capelli:

  • Rischi e possibili complicanze:

    • attaccatura innaturale

    • trapianto detto "a ciuffi dì bambola", con reimpianto dei capelli a ciuffetti anziché singolarmente

 

  • Rinoplastica: intervento chirurgico praticato per modificare l’aspetto estetico della piramide nasale. Può essere intrapresa per fini ricostruttivi (riparazione di danni da traumi, ustioni, ecc…) plastici propriamente detti (correzioni di malformazioni congenite) o puramente estetici.

  • Rischi e possibili complicanze:

    • avvallamenti

    • irregolarità nella superficie

 

  • piccole asimmetrie

    • •insufficiente o assente miglioramento estetico

 

  • Mastoplastica Riduttiva: (riduzione delle dimensioni del seno, mediante l’asportazione di una parte dei tessuti mammari per alleggerire il peso del seno e migliorarne la forma).

  • Rischi e possibili complicanze:

    • Uno scarso apporto sanguigno al tessuto mammario e ai capezzoli e conseguente danneggiamento delle terminazioni nervose.

    • Compromissione della possibilità di allattare.

    • Persistenza di cicatrici nelle zone di sutura (quelle più visibili sono quelle verticali sotto i capezzoli). Quelle che si trovano lungo il solco sottomammario non si notano molto e ancora meno quelle che circondano le areole, camuffate dal naturale cambio di colore dei tessuti.

    • Asimmetria mammaria nel post operatorio le due mammelle non risultano esattamente simmetriche nella dimensione e nella forma. Questo di solito accade perché nel corso della procedura, il chirurgo deve asportare grandi quantità di tessuto, perciò è possibile che in fase di sutura si verifichi una differenza tra le mammelle. Anche per questo motivo è dunque raccomandabile affidarsi ad un chirurgo plastico esperto, che conosca a fondo l’anatomia dei tessuti e conti numero si interventi simili alle spalle.

    • Masoplastica Additiva: (aumento delle dimensioni del seno attraverso l’introduzione di protesi)

  • Rischi e possibili complicanze:

    • Asimmetria del seno causata da un non corretto posizionamento delle protesi.

    • Utilizzo di protesi non a norma.

    • Cicatrici visibili per errori sutura o cedimento dei tessuti.

    • Indurimento della capsula con cui i tessuti inglobano le protesi.

    • Utilizzo di protesi nocive e/o non conformi alla normativa vigente.

    • Rottura delle protesi con fuoriuscita del materiale in esse contenute.

 

  • Mastopessi: (lifting del seno: risollevamento del seno cadente con correzione di forma e miglioramento del tono dello stesso)

  • Rischi e possibili complicanze:

    • Aumento o diminuzione della sensibilità (parestesia) del capezzolo, temporanea o permanente.

    • Parziale o completa incapacità di allattare al seno.

    • Cattiva cicatrizzazione delle incisioni con formazione di cheloidi.

    • Asimmetria del seno.

 

  • Filler Riempitivi: (introduzione di sostanze sottocutanee al fine del miglioramento estetico prevalentemente, ma non esclusivamente, della zona facciale)

  • Rischi e possibili complicanze:

    • Utilizzo di sostanze permanenti e non riassorbili.

    • Ipersensibiltà o l’allergia ai filler per l’utilizzo di sostanze non metabolizzabili dall’organismo ospite.

    • Dolore e rigonfiamenti con deformazione delle zone trattate (irregolarità cutanee, infossamenti, nodularità (noduli evidenti e dolenti al tatto).

 

ONCOLOGIA

  • Perdita di chance di guarigione o di sopravvivenza, compromessa per omessa o ritardata diagnosi.

  • Prescrizione di accertamenti non idonei.

  • Interventi troppo demolitivi rispetto alla diagnosi.

  • Interventi incompleti, che hanno comportato nuovi interventi chirurgici.

  • Radio e chemioterapia effettuata con ritardo o in dosi non adatte.

  

ORTOPEDIA

  • Mancato riconoscimento di fratture, sia degli arti sia di costole e spalle.

  • Lesioni alle terminazioni nervose o al nervo motorio durante le operazioni all'ernia del disco.

  • Mancato recupero della gamba per un intervento maldestro sui legamenti.

  • Lesioni al midollo spinale dovute alla non immobilizzazione della colonna vertebrale dopo una caduta.

  • Inserimento di protesi troppo corte.

  • Infezioni ed emorragie post-operatorie.

  

ODONTOIATRIA

  • Cure canalari (devitalizzazione): cure canalari fatte frettolosamente, non arrivando all'apice possono creare infezioni apicali (granuloma). Tipicamente compaiono solo dopo 3-5 anni dalle cure, compromettendo spesso ciò che sta al disopra (ricostruzione, corona, perno moncone ecc.).

  • Corone in ceramica: imprecisione estrema dei margini e consequenziali problemi gengivali ed infiltrazioni cariose.

  • Perni moncone: fatti di fretta e con materiali economici, sono all'origine di fratture delle radici.

  • Otturazioni: durante il riempimento, non viene curato con attenzione il contenimento del materiale che deborda con conseguente ritenzione di cibo e placca. La diretta conseguenza sarà una recidiva cariosa dello stesso dente, probabile carie nel dente vicino ed infiammazioni gengivali che col tempo generano perdita ossea e tasche parodontali.

 

 OCULISTICA

  • Intervento di Glaucoma: (intervento volto a fronteggiare questa grave malattia oculare causata da un aumento della pressione dell’occhio con connessa lesione del nervo ottico e conseguente alterazione/restringimento del campo visivo fino alla sua scomparsa: cecità)

  • Rischi e complicanze:

    • emorragie

    • endoftalmite (grave infezione del bulbo oculare con rischi di irreversibile perdita visiva fino alla perdita dell’occhio)

    • Intervento di Cataratta: (intervento volto alla rimozione e sostituzione del cristallino opacizzato)

  • Rischi e complicanze:

    • annebbiamento visivo

    • perdita del visus

    • scompenso corneale

    • endoftalmite

  • Laser ad Eccimeri: (intervento volto alla correzione di un errore refrattivo ovverosia di miopia, ipermetropia, astigmatismo)

  • Rischi e complicanze:

    • Haze corneale (opacamento della cornea, con conseguente abbassamento dell’acutezza visiva rispetto a prima dell’intervento con la correzione opportuna. Maggiore è l’haze, minore sarà la vista post-operazione)

    • Errori rifrattivi residui (ipercorrezione o ipocorrezione visiva con risultato insoddisfacente rispetto alle aspettative del paziente)

    • Vitrectomia - Intervento Ab Externo: (intervento volto alla rimozione del vitreo in caso di patologia quali distacco di retina, pucker maculare.)

  • Rischi e complicanze:

    • Distacco di retina / recidiva di distacco

    • Endoftalmite

 

CARDIOCHIRURGIA

La cardiochirurgia è un ramo della chirurgia che si caratterizza per la particolare complessità. Gli interventi in cardiochirurgia pur molto comuni sono di grande complessità e quindi è possibile l' errore medico.

Milioni di persone ogni anno nel mondo vengono sottoposte a procedure interventistiche sul cuore e sui grossi vasi, in genere con ottimi risultati ma alcuni subiscono complicazioni e danni talvolta mortali.

Le patologie riguardanti questo settore sono:

  • patologie congenite (tetralogia di fallot, stenosi polmonare, atresia della tricuspide)

  • patologie acquisite (valvulopatie, angina pectoris, infarto del miocardio)

  • patologie dell'aorta e dei grossi vasi

 

I principali rischi ai quali può andare incontro un paziente in ambito cardiochirurgico sono:

  • Emorragia durante l'intervento chirurgico

  • Aritmie 

  • Scompenso cardiaco

  • Eventi ischemici

 

Oltre a questi errori non è raro riscontrare errori medici nel processo post-operatorio di riabilitazione. 


Nello specifico alcuni esempi possono essere:

  • Mancata o errata somministrazione di farmaci

  • Mancata o errata terapia riabilitativa

  • Mancati controlli periodici

  • Inadeguata assistenza nel periodo post operatorio ospedaliero

Gli interventi di cardiochirurgia inoltre sono spesso preceduti da procedure diagnostiche invasive e rischiose come la coronarografia, realizzata tramite la tecnica del cateterismo cardiaco.

 

 CARDIOLOGIA

La Cardiologia si occupa delle patologie cardiache da un punto di vista medico.

Le patologie cardiache (infarto, angina pectoris, aritmie, scompenso cardiaco) rappresentano la prima causa di morte nei paesi industrializzati e richiedono spesso terapie d'urgenza salvavita.

 

Un rapido e corretto intervento terapeutico permette spesso di salvare la vita del paziente e di evitargli danni permanenti.

 

TERAPIA INADEGUATA

I casi di terapia inadeguata sono più frequenti di quanto si possa immaginare ed integrano gli estremi della colpa medica a prescindere dal fatto che siano o meno causati da una errata diagnosi di partenza.

 

Infatti, anche qualora gli accertamenti eseguiti abbiano correttamente portato alla luce l’effettiva patologia sofferta dal malato, capita sovente che le cure prestate si rivelino inidonee o addirittura peggiorative per la salute del paziente.

 

COLPA ANESTESISTICA

Come si intuisce dallo stesso nome attribuito a detta figura professionale, l’anestesista-rianimatore è il medico preposto ad occuparsi dell’anestesia dei pazienti nonché della rianimazione di quelli in condizioni di salute tali da compromettere le più essenziali funzioni vitali.

 

Nella pratica medica accade sovente che si registrino episodi di gravi responsabilità dell’anestesista-rianimatore soprattutto nei casi in cui il paziente venga sottoposto ad un intervento chirurgico in anestesia totale in cui la perdita di coscienza indotta dalla somministrazione di farmaci anestetici può portare a diverse complicanze tra cui alcune di ordine cardiocircolatorio, respiratorio, neurologiche nonché, nei casi più gravi, addirittura a danni cerebrali o persino alla morte.

 

INFEZIONI OSPEDALIERE

Le infezioni ospedaliere (più tecnicamente dette “infezioni nosocomiali”) sono quelle infezioni contratte dal paziente durante la degenza in una struttura ospedaliera e che possono dipendere da contaminazioni involontarie da parte degli stessi sanitari o da un errata sterilizzazione dei presidi medici o ancora, più in generale, da microrganismi presenti nell’ambiente (principalmente batteri).

 

Dette infezioni costituiscono un grave caso di malasanità anche e soprattutto in considerazione dell’elevato numero di casi. Al riguardo basti pensare che in Europa si registrano circa tre milioni di infezioni all’anno la cui tipologia varia a partire da quelle delle vie urinarie, delle vie aeree o quelle occorse durante un intervento chirurgico.

 

CARENZA DI CONSENSO INFORMATO

 

Il concetto di “consenso informato” in ambito sanitario si sostanzia nella necessità che il medico – salvi casi eccezionali – metta il paziente nella condizione di decidere autonomamente relativamente al trattamento terapeutico suggerito, prospettando a quest’ultimo in modo esaustivo un quadro generale sulle sue condizioni di salute, sulle conseguenze ed i rischi connessi alla terapia proposta nonché circa eventuali terapie alternative.



Il principale fondamento giuridico di tale principio è insito nella stessa Costituzione Italiana che all'art. 32 co. 2 sancisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" nonché, più in generale, nell'art. 13 che garantisce l'inviolabilità della libertà personale (e quindi anche relativamente alla salvaguardia della propria salute ed integrità psico-fisica).



Le richiamate disposizioni normative trovano poi conforto anche in ulteriori fonti sia nel codice civile (ed, in particolare, agli artt. 1175, 1337 e 1375 c.c. che contengono la clausola generale di buona fede) nonché nello stesso Codice Deontologico dei Medici (che agli artt. 33 e 35 stabilisce che il medico deve correttamente ed esaurientemente informare il paziente in ordine alle terapie praticate al fine di ottenere il consenso).



Nonostante i principi di cui sopra abbiano una forte vocazione etica ancor prima che giuridica, accadono quotidianamente dei casi di malasanità in cui i medici si limitano ad espletare sbrigativamente la questione – ritenuta un mero formalismo – facendo sottoscrivere al paziente moduli standard per la prestazione del consenso.

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